BLACK KNIGHT
(Interdisc, 1984)

Black Knight è un vecchissimo e piuttosto "oscuro" gioco, in cui
bisogna guidare un cavaliere rinnegato alla ricerca di un tesoro. Nella
prima scena ci si trova a cavalcare in una piana deserta e disseminata
di crepacci, nonché bersaglio di fulmini e palle di fuoco; una
volta uscitine indenni bisogna raggiungere, questa volta a piedi, i
sotterranei del castello, passando attraverso formazioni rocciose
pericolanti. Tra i numerosi ostacoli da superare c'è un temibile
serpente (da uccidere con la spada) ed un coccodrillo, da utilizzare
come piattaforma per oltrepassare il fossato. Una volta giunti, grazie
ad una provvidenziale "roccia volante", al livello inferiore, ci si
trova davanti a dei ponti mobili, occasionalmente interrotti da letali
cascate d'acqua: superandoli si giunge finalmente alla terza fase
(quella, appunto, dei sotterranei), inquadrata dall'alto: la visuale
è ristretta, dato che il posto non è molto illuminato.
Prima di uscire occorre ovviamente trovare la chiave, evitando di
cadere nelle botole. Nel livello finale ci si trova faccia a faccia con
un cavaliere praticamente imbattibile: l'unico modo per tirarsi fuori
da questa situazione è aspettare che l'ennesima roccia volante
giunga all'altezza giusta: saltandoci sopra si viene trasportati
direttamente sulla montagna dov'è nascosto lo scrigno del tesoro.
Il gioco può essere affrontato in due differenti
modalità: la prima, che è la più facile,
rappresenta già una bella sfida (la seconda invece è
praticamente impossibile): le cose infatti si complicano notevolmente
appena il nostro (anti)eroe scende da cavallo: dovrà vedersela
con rocce cadenti e ostacoli di vario tipo, ed al giocatore sono
richieste un'attenzione ed una prontezza di riflessi non comuni;
tuttavia, una volta imparati i movimenti giusti da effettuare per
superare ogni schermata, non sarà difficile fare progressi. Il
problema è che i punti di ripartenza sono solo quattro e
corrispondono al quadro iniziale di ogni "fase": qualcuno in più
non avrebbe certo guastato, soprattutto nella seconda, che è la
più lunga e difficile di tutto il gioco. L'azione è
condita da una grafica discreta per l'epoca, con personaggi grandi e
ben definiti ma colorati con una tavolozza molto limitata; il sonoro
invece è costituito da pochi, spartani effetti sonori ed una
musichetta abbastanza insipida (che a volte, a causa di un bug,
continua a suonare durante il gioco, ma su una sola voce). E' un titolo
interessante da scoprire, con elementi arcade ma anche di avventura e
con una buona varietà di situazioni (che probabilmente è
andata a discapito della lunghezza complessiva del gioco), penalizzato
tuttavia da un livello di difficoltà piuttosto elevato.

(Una palla di fuoco ostacola il nostro
cammino)

(Fosse solo quella! Per fortuna che il cavallino è piuttosto
agile!)

(Il nostro eroe dovrà adesso vedersela da solo!)

(Qui corre letteralmente a rotta di collo!)

(Quel serpente sta per fare una brutta fine...)

("Messer Coccodrillo, non è che mi presterebbe la sua testa? No,
non voglio usarla come soprammobile, devo semplicemente saltarci
sopra!")

(Un ascensore ante litteram)

(Non è tempo di fermarsi per una bevuta!)

(Che faccio, mi butto?)

(La mamma lo diceva che dovevo portarmi dietro una torcia!)

(Ecco la chiave... ma dov'è l'uscita?)

(Sicuramente non qui... Infatti la mamma diceva anche di non fermarsi
sulle botole...)

(Chi è, il Gobbo di Notre Dame?)

(Non mi sembra proprio... Questo è un vero duro!)

(Ma a me interessa soltanto il tesoro!)

(Fortunatamente lo scrigno è pieno... Certo, se l'oro mi
aiutasse a scendere da questa montagna... Mi sa che diventerò un
eremita... Ricco, però!)

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